Gli scrittori non famosi, non ancora famosi o mai famosi, quando si incontrano per Brasile 2014 parlano di…

Gli scrittori non famosi, non ancora famosi o mai famosi, quando si incontrano per Brasile 2014 parlano di…

Ebbene sì, anche gli scrittori italiani, affermati o meno, parlano di calcio, a modo loro. Basta con fuorigioco, 4-4-2, albero di natale e biscotti internazionali, ora la letteratura ehm…si presta al calcio e questo è quello che si sono detti prima, dopo e durante Italia- Uruguay, con un finale amaro dedicato a Ciro Esposito. Ciao Ciro, ti sia lieve la terra.

-Ha segnato Godin
-Ma non doveva arrivare Godot?

-La nazionale della Costa Rica fa paura, hai visto che schiera Borges?

-Nell’Olanda non gioca nessun Van
.Il migliore era quello del Torino
-Van de Korput?

-Pirlo, un luogo comune

-Thiago Motta: un giocatore per ogni autunno

-Dopo cotto e mangiato arriva Pirlo e bollito

-Siete ancora convinti che Jagger abbia smesso dopo che aveva pronosticato la vittoria dell’Italia?

-Sono in palestra e non ho voglia di correre
-Potevi farti chiamare da Prandelli

-Grazie Prandelli…per volare con Alitalia

-Si è perso, non è successo nulla, tornate a postare tranquillamente gattini

-Ti chiamavi Ciro Esposito, il tuo destino era tifare Napoli, solo quello. Non c’è destino in un colpo di pistola…

-La cosa inverosimile è che le dimissioni arrivano per l’eliminazione da un mondiale e non per la morte di un tifoso

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Tracce, trame, parole.

Tracce, trame, parole.
Tutto dovrebbe avere un senso.
Formare qualcosa di compiuto.
Tutto però è irrimediabilmente perso.
Perso è il sole di dicembre che si affaccia alla mia finestra.
Persa è la neve mai caduta.
Persa è l’occasione di sperare in un altro Natale perché ormai troppo prossimo.
Il poster dei Beatles si sta staccando, facendo filtrare la luce della lampadina accesa anche di notte.
Su al nord, seconda antica usanza, mettevano, nel periodo natalizio, una candela accesa alla finestra per segnalare a qualche sperduto viandante la possibilità di ospitalità.
Dietro al mio poster, non passa nulla, se non che la notte pellegrina.

Pomona arriva con la pioggia

 

 

Pomona arriva con la pioggia, dunque. Sono queste le prima parole che ricordo di un libro. Sicuramente le ricordo male, ma le ho fatte mie, le ho possedute in questo modo e così le voglio ricordare. In fondo siamo sempre troppo bravi a ricordare gli errori, siano essi nostri o degli altri. Io ho sempre atteso una Pomona, cioè un qualcosa che arrivi a salvarmi. In fondo è un pensiero distortamente cattolico, il battesimo ci salva dal peccato originale dalla Mela di Adamo ed Eva e Pomona potrebbe nuovamente salvarmi dai miei peccati nemmeno troppo originali.

Desiderio di un cialtrone

Bisogna stare attenti a quello che si desidera perché potrebbe arrivare e questo sarebbe davvero un bel problema. Siamo pronti ad accettare la soddisfazione in questa epoca di eterni insoddisfatti dove la cialtroneria è una dote proprio perché non realizza nulla?

E io lo so casa desidero? Me lo chiedo molte volte e già il fatto di ritrovarmi a porre questa domanda mi fa capire che: No, non so cosa voglio e proprio per questo sono più cialtrone di altri. Me ne sto racchiuso nelle mie idee pronto a scambiarle con un desiderio. Prima o poi dovrò spegnere qualche candelina

Alla ricerca delle idiosincrasie

Leggevo un pezzo di un intellettuale moderno, noto, di certo più famoso di me, ci vuol poco, di cui, magari anche tu, cara signora D. ricordi i suoi primi passi mossi con una casa editrice a pagamento. Ora invece è lì, dall’alto del suo pulpito nero su bianco di un giornale politicamente schierato ad ammonire il lettore sul percorso da seguire nel mondo dei libri.

Eppure in due righe di questo bel pezo viene riproposta la parola “idiosincrasie”, al plurale, ma non penso che sia stata scelta in questa forma perché ripetuta, per l’appunto, due volte. Ohibò, sono anni che scrivo sul web e ne so abbastanza di scrittura seo per comprendere fin da subito che no, una parola come idiosincrasie non può essere una keyword. A chi diavolo verrebbe mai in mente di cercare una parola del genere in un motore di ricerca, sia esso google, bing o yahoo?

 

Allora trattasi di semplice e mera ripetizione in cui casa anche l’intellettuale. Già, succede…per il resto sì, lo so, l’ho usata anche io due volte quella parola, ma basta controllare i tag