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I selfie di Auschwitz

received_10210248748520887La città di Oswiecim è sorprendente, la sua piccola piazza graziosa è abbellita da colori pastello. Potrebbe sembrare un paesino qualunque, anzi uno, un paesino da fiaba, potrebbe sembrarlo, ma poi no…poi si arriva al supermercato Tesco e ci ricordiamo che i nostri tempi sono moderni, fin troppo.

Ma le sorprese non finiscono qui perché camminando, camminando, allontanandoci dal centro lo sguardo libero si staglia laggiù, dove c’è la storia, quella di Auschwitz, il nome tedesco del più famoso campo di concentramento della Seconda Guerra Mondiale. Qui c’erano le SS, Rudolf Hoess, comandante in campo che ci ha vissuto con tanto di moglie e cinque figli. E poi c’erano e ci sono anche 1,3 milioni di persone morte, ma più che morte sarebbe bene dire uccise.

Auschwitz ora è un museo che accoglie le persone vive con una cancellata di metallo passata alla storia. ARBEITH MACHT FREI, il lavoro rende liberi, così è stato battuto il ferro della scritta (non più originale, ma riprodotta e messa a sicuro dopo il furto e il seguente ritrovamento di qualche anno fa), qui sotto, sotto questo cancello è bene dire che è stata sconfitta l’ umanità, tutta. Le baracche, ridipinte, sembrano una mostra a parte al ‘interno di questo strana struttura, soggetti che stanno parlando ad altro…
Poi si arriva al Blocco 4 dove ci sono ancora i vecchi barattoli di Zyklon B, usato nelle camere a gas. Il Blocco 5 è tutta una montagna di capelli arruffati, di valigie abbandonate e di 80000 scarpe che hanno perso la forma dei piedi da tempo.

Il Blocco 11 è dove i prigionieri si lasciavano deliberatamente morire di fame.

Non si può davvero descrivere tutto ciò, le parole, forse, non sono adatte non ci riescono, sono smorzate in bocca, strozzate sulla carta e sbiadite sugli schermi digitali.

Così, forse, è proprio per questo motivo che si scattano le foto qui. Dalle tasche escono lesti gli Iphone ultimissimo modello, un gruppo di ragazze spagnole comincia a scattare selfie, con tanto di immancabile selfie stick. Insomma, tornando al punto di partenza, sembra non mancare proprio nulla a questa fiera dell’est. Un ragazzo, forse tedesco, si ferma a registrare tutto col suo Ipad. La fiera dell’ insensibilità tra schiamazzi e pose è ora completa e l’unica cosa a cui sono sensibili tutti qui, ora è il caldo, per il resto, la storia si è assottigliata fino a diventare un ricordo, un souvenir

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Con l’acqua non si scherza- Fabio Izzo

Cracovia, lunedì 18 aprile 2016

Il referendum sulle trivelle è appena naufragato, il quorum è rimasto un’ isola del tesoro, lontana, irraggiungibile, ma non riesco ancora a non pensare che no, non l’acqua non si scherza, come in un certo modo hanno fatto alcuni miei compatrioti qui, in questa nazione lontana. “No, non ho votato, tanto trivellano al Sud”. Non sono mancate frasi come queste di noncuranza totale, da disarmo immediato di fiducia nell’umanità. Trivellano solo al Sud, perché il mondo, l’ecologia, l’ambiente, funziona tutto come nelle loro menti? A compartimenti stagno?A scuola non studiano nemmeno più il ciclo dell’acqua?

Ve lo ripropongo qui, a livello generale, giusto per far capire di cosa stiamo parlando.

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Ma mi voglio illudere, voglio illudermi ora che, contrariamente a quanto molti possano pensare, l’effetto farfalla possa anche essere positivo, che, una buona azione, o almeno un’azione sensata, possa portare a qualcosa di buono, smuovere qualche coscienza.

Nel mio ultimo romanzo “I cavalieri che non fecero l’impresa” l’acqua ha un peso specifico narrativo determinante, infatti è lì, sulle rive del nostro Bormida o della nostra Bormida (la lingua italiana ci permette di avere questo nostro magnifico fiume che tante ne ha passate, sia al maschile che al femminile) che ho descritto l’incontro del protagonista con Calliope. Lì, in riva alla Bormida, il corso d’acqua più amato dagli acquesi, si è rifugiata la musa della letteratura, lì e non altrove. Lì dove la storia acquese scorre da sempre placidamente segreta al mondo.

Per questo motivo ho sposato con entusiasmo l’operazione indetta da Sezzadio Ambiente, che neanche a farlo apposta vuole il naso di tutti noi, per non farci prendere per il naso, quindi questo blog il Naso di Fabio Izzo cadeva a fagiuolo per avere la goccia al naso perché è giusto ricordare che No, con l’Acqua non si scherza e non si deve assolutamente scherzare.

“50 mila sono le persone che bevono attualmente dalla falda che é in pericolo.
250 mila sono invece le persone che la stessa falda di acqua potrebbe alimentare in base alle sue potenzialità.
sezzadio.ambiente@libero.it : questa é la mail a cui mandare la tua foto (possibilmente su sfondo bianco) per partecipare e sentirti parte del meraviglioso fiume di gocce pulite che si sta formando.”

 

Ho visto con piacere che in molti hanni già aderito, politici locali, Vigili del Fuoco, persone comuni, persone che ogni giorno vivono sul nostro territorio, lo amano e lo difendono perché vogliono ancora abbeverarsi delle nostre storie.

Io ci ho messo il mio naso, voi almeno pensateci, un saluto.

 

Per saperne di più leggete l’articolo su RadioGold.it

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