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Pomona arriva con la pioggia

 

 

Pomona arriva con la pioggia, dunque. Sono queste le prima parole che ricordo di un libro. Sicuramente le ricordo male, ma le ho fatte mie, le ho possedute in questo modo e così le voglio ricordare. In fondo siamo sempre troppo bravi a ricordare gli errori, siano essi nostri o degli altri. Io ho sempre atteso una Pomona, cioè un qualcosa che arrivi a salvarmi. In fondo è un pensiero distortamente cattolico, il battesimo ci salva dal peccato originale dalla Mela di Adamo ed Eva e Pomona potrebbe nuovamente salvarmi dai miei peccati nemmeno troppo originali.

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Desiderio di un cialtrone

Bisogna stare attenti a quello che si desidera perché potrebbe arrivare e questo sarebbe davvero un bel problema. Siamo pronti ad accettare la soddisfazione in questa epoca di eterni insoddisfatti dove la cialtroneria è una dote proprio perché non realizza nulla?

E io lo so casa desidero? Me lo chiedo molte volte e già il fatto di ritrovarmi a porre questa domanda mi fa capire che: No, non so cosa voglio e proprio per questo sono più cialtrone di altri. Me ne sto racchiuso nelle mie idee pronto a scambiarle con un desiderio. Prima o poi dovrò spegnere qualche candelina

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Alla ricerca delle idiosincrasie

Leggevo un pezzo di un intellettuale moderno, noto, di certo più famoso di me, ci vuol poco, di cui, magari anche tu, cara signora D. ricordi i suoi primi passi mossi con una casa editrice a pagamento. Ora invece è lì, dall’alto del suo pulpito nero su bianco di un giornale politicamente schierato ad ammonire il lettore sul percorso da seguire nel mondo dei libri.

Eppure in due righe di questo bel pezo viene riproposta la parola “idiosincrasie”, al plurale, ma non penso che sia stata scelta in questa forma perché ripetuta, per l’appunto, due volte. Ohibò, sono anni che scrivo sul web e ne so abbastanza di scrittura seo per comprendere fin da subito che no, una parola come idiosincrasie non può essere una keyword. A chi diavolo verrebbe mai in mente di cercare una parola del genere in un motore di ricerca, sia esso google, bing o yahoo?

 

Allora trattasi di semplice e mera ripetizione in cui casa anche l’intellettuale. Già, succede…per il resto sì, lo so, l’ho usata anche io due volte quella parola, ma basta controllare i tag

 

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To Jest: lavori in corso

Attualmente sto lavorando su un libro che dovrebbe intitolarsi “To Jest”, ma eccovi un piccolo assaggio:

 

Ci si innamora sempre di odori, sapori e sensazioni. Gabbie sensoriali costruite per intrappolare attimi. Collezioniamo ricordi chi più chi meno, o almeno ci proviamo. Non possiamo impedire alla vita di andare avanti, possiamo però sbrindellarne il tessuto e tenerci nelle nostre tasche vuote i secondi più preziosi.

 

L’estate polacca diffonde sempre un qualcosa di tragico durante le sue ultime uscite di scena della stagione, come quell’attore in un dramma di Beckett o di Kantor che avevo visto all’una di notte in una replica sulla televisione nazionale.

Chissà che altri parti avrà recitato, quali altri grandi ruoli avrà ottenuto.
La malinconia è il soggetto preferito di troppe mie inquadrature, non so, sarà per via della polverosa danza del vento che sbatte e percuote il tappeto del crepuscolo, illuminato dai raggi solari, che profuma di sale, di mare, di lacrime, di nero, di bianco e della decadenza ampliata del colore.

 

L’estate, qui risulta un unico lungo addio destinato a ripetersi nelle vite d’ abitudine, congelate dal mesto vivere di sempre, laico e profano, ininterrotto nel suo libero scorrere.

 

Le ultime gocce distillate della stagione vengono raccolte nel fazzoletto che asciuga la fronte di quell’uomo incurante di tutto quel che gli succede attorno ma che si preoccupa solo di passarmi alle spalle, frettoloso com’è, nell’attesa di un altro rassicurante inverno.

Le luci accese irrompono sempre più tardi sulla scena e il mondo sembra scorrere ignorante e giocondo dentro le riproduzioni artefatte di se stesso.

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