Apartheid e McDonald

Comprasti casa. Chiedendomi il massimo impegno. Dovevo pagare metà del mutuo senza esserne intestatario, va bene per un po’…Non avevo i documenti necessari per far parte del contratto, ti chiesi di regolarizzare in seguito, mi dicesti no, che non avresti mai più fatto nessun contratto con gli uomini. Ci rimasi male. Aspettai. Andammo a festeggiare. Decise tua figlia dove. Con i tuoi genitori che vennero apposta lasciasti che finimmo al Mc Donald. A te andava bene qualsiasi cosa tua da parte di tua figlia che, ai terminali del McDonald ci mise in fila, prese le ordinazioni dei tuoi genitori, la tua e la sua e poi se ne andò. Lasciandomi al palo. Per te è ancora strano che io ci rimasi male, che mi considerai emarginato che incolpai te e solo te di non aver reagito all’APARTHEID a cui ero sottoposto in nessuna maniera, buona o cattiva, stava a te decidere. Decidesti di ignorare. Infatti mi ignorasti.

Non ti manderò mai questo scritto. Se sarà destino lo troverai tra non so quanti anni.
Va bene così.  Ora vi ignoro io.

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