Biografia – Contatti – Blog

Fabio Izzo è nato in provincia di Alessandria, ad Acqui Terme. Dopo aver girovagato per l’Europa Nord Orientale, Finlandia e Polonia, ha fatto ritorno in Italia, dove ha pubblicato Eco a Perdere, Balla Juary, Il Nucleo e Doppio Umano. È vincitore del “Premio Grinzane Cavour Dialoghi con Pavese”.

Fedele alla letteratura polacca crede in Gombrowicz, Schulz, Witkiewicz e Hlasko.

Le sue parole hanno collaborato anche con il gruppo musicale dei Tomakin e con la compagnia teatrale Fabbrica di Trame

 

Contatti

 

Blog

 

 

Ritagli – Around The World

Qui alcune pubblicazioni all’estero:

Why vandalism?

Poetry Magazines

Poems in Tampere

 

Seguono alcuni ritagli su carta stampata, italiana e non.
Una collezione un pò stropicciata.

 

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Musica

Collaborazioni musicali:

Eco a perdere

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Sorprendente. Questo romanzo di Fabio Izzo edito dalle edizioni Il Foglio, romanzo di cui avevo già segnalato l’uscita, è senza dubbio sorprendente:” La notte che restava a me, di notte a rimescolare frasi e pensieri in una vita troppo piccola se non piccola quanto la notte stessa e le sue domande..Di notte perché tutto nella vita accade di notte, anche la morte. Una notte tendente al grigio e lentamente in grado di segnarmi le strade che portano alla mia confessione letteraria del genio della strada. Una di quelle notti in cui il genio della strada si appresta a svilupparsi lungo tutto il suo attorcigliato tragitto letterario. Tutto ciò di cui si ha bisogno in una notte tendente al geniale è un amico insonne..” Questo STREAM carico di elementi -feticcio del contemporaneo, di riferimenti che spaziano dall’alto al basso, dal pop al colto con naturalezza e virtuosismo e con ritmo che fluisce a volte circolare, a volte martellante, a volte ossessivo, a volte leggero come ali di libellule nelle famose notti dove tutto accade, si propone di essere un esempio di romanzo “del terzo millennio” e di certo traccia una strada, offre delle linee guida che non vogliono guidare, delle indicazioni non indicanti, di certo si distacca e riattacca a tutto ciò che è stato scritto prima e prova, si lascia andare a ipotesi  e considerazioni e pensieri, fra paratassi e prosa poetica , su quello che può essere scritto dopo:”Semplice veloce sensato amaro che è questo romanzo che magari le cose scritte rimangono ma poi si fa presto a dimenticarle da sé. Hai inizi su inzi sempre senza voler mai andare da qualche parte o voler prendere una decisione narrativa ferma ma io l’ho già detto che voi dovete adeguarvi che questa è la via che rende la letteratura unica che nemmeno il cinema o il teatro io la televisiono forse un poco la musica perché chi fermerà la musica?” Un gioco di smontaggio del linguaggio convenzionale che di certo a me è profondamente congeniale(http://www.ewriters.it/leggi.asp?Racconto=F19044.txt e scusate l’autocitazione ma dimostra quanto ci si possa immedesimare e si possa gustare un romanzo come questo “Eco a perdere” di impronta assolutamente sperimentale che un tempo voleva dire ostica ma ora non più), un gioco di virtuosismi, cosivi, di dialoghi con un alter ego che domanda cose criptiche, che passa e che permette che l’autore si specchi, che chi legge si trovi, o si perda per poi ritrovarsi quattro righe più avanti o mai più, un alter ego perfetto chiamato “il tipo delle domande” e di cui si paventa e si aspetta l’arrivo. Il gioco con Eco che viene ripreso dal titolo( e  che non vi svelo) è simpatico ma è la parte meno interssante. Interessante è il linguaggio, è come viene piegato, lavorato sulla fiamma rovente. NON ancora perfetti i risultati in OGNI pagina, ma senza dubbio stupefacenti, affascinanti, sulla strada giusta per fare quello che pare essere nelle intenzioni dell’autore, che non conosco, di cui non conosco nulla se non che cita il suo omonimo meraviglioso romanziere francese Jean Claude con l’ammirazione dovuta e che tesse una tela di rimandi precisa e fitta, capace di far girare la testa, un effetto sconcerto, un effetto tutti giù per terra(talora si immagina l’autore-chiunque sia dietro la copertina a ridere e a prendersi e prenderci un po’ in giro)  Ottima e coraggiosa la scelta di pubblicarlo da parte delle edizioni Il foglio,  www.ilfoglioletterario.it , contattabili a questo indirizzo mail ilfoglio@infol.it , deliziosa come sempre la copertina di Oscar Celestini(oscar.celestini@katamail.com )

Francesca Mazzucato

Balla Juary

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Il secondo romanzo di Fabio Izzo, narratore classe 1977, è una fotografia spaventosa e triste dello sradicamento di un giovane meridionale, della sua sensazione d’estraneità acquisita sia nei confronti del Settentrione che nei confronti del Meridione; è uno spaccato della sofferenza, sempre più cupa e vuota di speranza, della generazione nata negli anni Settanta, testimone incolpevole dell’autodistruzione d’uno Stato, cominciata dal cancellamento dei diritti dei lavoratori, e dalla sparizione dei posti di lavoro.

Franchi- Lankelot

Non esistono vie di mezzo. L’autore, che recentemente è stato premiato al concorso Dialoghi con Pavese del Premio Grinzane di Cavour, ha molto davanti e doti da far vivere.
Nunzio Festa

Il Nucleo

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Un romanzo “caotico e incasinato”, un “delirio pop”, come lo definisce lo stesso protagonista del Nucleo (Edizioni Il Foglio, 2011). Fabio Izzo, alla sua terza prova letteraria, racconta  il suo “nucleo”, un mondo che si snoda tra le strade imperturbabili della provincia del Basso Piemonte e le vie di una mitica quanto agognata Varsavia, tra la voglia di evadere e la ricerca di un amore impossibile.

Dante Fante, trentenne piemontese, ha una laurea in lingue e più sogni che certezze. Una passione per la letteratura polacca e più in generale per la Polonia lo portano a Varsavia, dove incontrerà J, la sua musa, la sua “Beatrice”.  È così, a partire da una poesia che si trasforma in canzone per J, che nasce l’idea del Nucleo, romanzo in nuce, più che vero e proprio racconto compiuto.

In parte autobiografico, in parte di fantasia, il “delirio pop”, popolare e postmoderno di Fabio Izzo, propone la storia di un giovane come tanti, costretto alla vita da precario, tra colloqui impersonali e lavori con la data di scadenza. Da un lato c’è la strettezza del mondo del paese, un odi et amo, dal quale Dante vorrebbe scappare, ma nel quale trova anche il suo rifugio nei momenti di sconforto, come quando si siede ad osservare l’immutabilità del tempo sulla panchina di piazza Matteotti; dall’altro c’è la voglia di fuggire alla ricerca di una vita diversa e più intensa, che però non è mai come la si immagina.

Catapultati nell’inconscio del protagonista, un po’ moderno Dante nella sua personalissima discesa agli inferi, un po’ Ulisse alla ricerca di nuove avventure e di una Penelope che lo attenda, i lettori si troveranno a dover sciogliere il bandolo della matassa di un Io-Nucleo, che si stempera pian piano tra poesia e musica, tra mondiali di calcio e viaggi, tra bevute al bar con gli amici, incontri d’amore e telefonate all’onnipotente.

Se talvolta, durante la lettura, sembra di perdersi all’interno dei pensieri di Dante  o nell’episodicità degli avvenimenti, tuttavia il libro si lascia leggere con piacere. Non si può fare a meno di apprezzare questo antieroe moderno, omaggio a John Fante e a tanta letteratura, da Bukowski a Pavese per dirne alcuni, che si lascia penetrare e al contempo riflette la condizione della modernità, con un Io in dissolvenza, lacerato a poco a poco dalla scomparsa di un amico, dalla mancanza di un progetto e dall’assenza di un amore autentico.

Chiara Pieri

To Jest

BookTrailer:


 

toJest

<Fabio Izzo è uno scrittore originale. Ce ne sono davvero pochi così capaci di inventare percorsi alternativi di scrittura. “To Jest” non è il solito romanzo . Vi consiglio davvero di leggerlo. Alla fine della lettura vi accorgerete di non essere più gli stessi.>

Nicola Vacca

<Ci si innamora sempre di odori, sapori e sensazioni. Gabbie sensoriali costruite per intrappolare attimi. Collezioniamo ricordi, chi più chi meno, o almeno ci proviamo. Non possiamo impedire alla vita di andare avanti, possiamo però sbrindellarne il tessuto e tenerci nelle tasche i secondi più preziosi.> Continua su letteratitudinenews

<Piero Prino diventa per una serie di circostanze fortuite il fotografo dell’anno. È bastato stare al posto giusto e al momento giusto immortalare uno dei tanti attimi surreali della realtà per passare dall’anonimato alla celebrità.
Fabio Izzo con il suo nuovo romanzo To  Jest si conferma uno degli scrittori più originali di questo momento, capace di attraversare territori alternativi di scrittura in cui il disincanto, l’ironia e il paradosso si amalgamano dando vita a una prosa esilarante, sobria e soprattutto nuova.> Continua su satisfiction

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